Nasce la figura dell”Ausiliario” che potrà sostituire il magistrato nelle cause civili. Lo propone il governo con un emendamento alla manovra. Un emendamento che certamente farà discutere visto che l’opposizione lancia già l’accusa che “così si privatizza la giustizia”. Per smaltire l’arretrato, insomma, il giudice civile potrà nominare “anche con decreto pronunciato fuori udienza e comunicato alle parti” un ausiliario “per la sollecita definizione della controversia”. Gli ausiliari, che dovranno costituirsi in un apposito albo, potranno essere ex magistrati, ex avvocati, ex notai, professori di diritto o anche ricercatori.
Il Tribunale di Torino ha condannato la Presidenza del Consiglio al pagamento della cifra di € 90 mila, quale indennizzo per una ragazza piemontese che nel 2005 venne aggredita e violentata da due stranieri.
Infatti, secondo la direttiva 2004/80/CE del Consiglio del 29 aprile 2004 “ Tutti gli Stati membri devono provvedere a che le loro normative nazionali prevedano l’esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime” (Articolo 12, paragrafo 2, della Direttiva).
Quindi, tutti gli stati membri sono obbligati a garantire un indennizzo alle vittime di violenze gravi avvenute sul proprio territorio, nel caso in cui i colpevoli non lo facciano.
Nel caso in esame i due stranieri, condannati a dieci anni non avevano indennizzato la parte civile.
Purtroppo l’Italia, come anche la Grecia, non ha mai osservato quanto stabilito dalla Ue. Ora questa sentenza costituisce senza dubbio un precedente e forse un ulteriore incentivo a recepire la direttiva europea.
( dal convegno organizzato dalla Fondazione Onlus Previasme)
Con l’introduzione della Conciliazione obbligatoria, anche per le controversie in materia di responsabilità medica, non sarà più possibile rivolgersi direttamente al Magistrato, se prima non si è cercato di arrivare ad una mediazione.
Dati recenti rilevano come le denunce contro i medici siano aumentate da 3.222 nel 1994 a 13.415 nel 2007 (dati Ania). Questi sono dati che evidenziano un logoramento del legame di fiducia dei cittadini nei confronti sia del medico che delle strutture Sanitarie Nazionali.
Ed è qui il punto di domanda. Potrà davvero, la conciliazione, essere una rinnovata alleanza tra il medico ed il cittadino?
Secondo una indagine condotta da Assomedico nel mese di Aprile, l’88,5% dei medici ritiene utile l’introduzione di un processo di mediazione in caso di controversie. Il 79% la ritiene una soluzione positiva sia per il professionista che per il paziente. Più della metà dei medici intervistati, ritiene che la via della conciliazione possa essere una opportunità che se colta, offrirà la possibilità di salvaguardare proprio il rapporto di fiducia medico e paziente.
Anche per quanto riguarda i cittadini, la conciliazione potrebbe essere una buona opportunità di dialogo con il medico, un momento per riuscire a spiegare le ragioni di alcuni comportamenti o scelte ed anche un’occasione per poter ricevere delle scuse. Infatti, da quanto è emerso da una analisi dell’Osservatorio Pit Salute della associazione Onlus Cittadinanzattiva, molte segnalazioni del cittadino sono volte più a mettere sotto accusa la relazione medico – paziente e la sempre più carente umanizzazione delle cure, piuttosto che a denunciare un vero e proprio errore medico.